13 nov 2019 ID: 197902

All’Honda Racing Thanks Day Cal Crutchlow ha realizzato il suo sogno: guidare una 500 da Gran Premio

All’Honda Racing Thanks Day Cal Crutchlow ha realizzato il suo sogno: guidare una 500 da Gran Premio

Cal Crutchlow, pilota del Team LCR Castrol Honda e vincitore di tre gare nella Classe MotoGP, è stato probabilmente il pilota che più si è divertito durante l’Honda Racing Thanks Day andato in scena a Motegi domenica 10 novembre. Il pilota inglese ha infatti compiuto, per la prima volta nella sua vita, diversi giri di pista in sella alla leggendaria NSR500 di Eddie Lawson.

Crutchlow aveva solo quattro anni quando la stella americana vinse il Campionato del Mondo 500 nel 1989 in sella proprio alla NSR500 che diventerà, al tramonto della classe 500 2 tempi, la moto più vincente di sempre nella Classe Regina, grazie alle 132 vittorie ottenute tra il 1984 e il 2001.

Lawson vinse 4 Gran Premi nel 1989, quando si laureò Campione del Mondo. Il pilota più vincente di sempre in sella alla NSR500 è invece Mick Doohan, con 54 successi ottenuti a cavallo tra il 1990 e il 1998.

I motori 500 2 tempi di fine anni Ottanta erano famosi per la loro potenza terrificante: 170 CV alla ruota erogati violentemente lungo la curva di coppia, con un sound degli scarichi da brivido e senza alcun tipo di controllo elettronico a disposizione del pilota.

“È stato incredibile, oltre che un onore, guidare una NSR!” ha affermato Crutchlow dopo aver percorso qualche giro del Twin Ring di Motegi, in una splendida giornata di sole autunnale.

“La moto è molto diversa da quella che sono abituato a guidare in MotoGP. Quando guardavo i miei idoli correre e vincere con le 500 ero solito pensare che fossero fantastiche e ora posso confermarlo! È incredibile quello che riuscivano a fare con quelle moto ed è stato un vero privilegio aver avuto la possibilità di guidarne una.”

Abituato alla sua RC213V da 250 CV, Cal non è rimasto impressionato dalla potenza della NSR500, bensì dal modo in cui essa viene erogata.

“La NSR500 è difficile da guidare, davvero difficile” ha aggiunto. “Uscendo dall’ultima curva prima del traguardo o dalla Hairpin l’anteriore si solleva tantissimo e bisogna usare il freno posteriore per tenerla giù. Nelle nostre moto abbiamo i controlli elettronici, quindi se vogliamo impennare basta ridurne l’intervento o disattivarli.

La differenza più grande tra le nostre moto e le 500 sta nella gestione della potenza: in queste ultime, è tutto nel tuo polso destro e nella frizione. È completamente diverso!

So che tutti parlano dell’erogazione dei 2 tempi, ma non c’è proprio paragone! Non ho osato troppo con il gas, ad essere onesto: solamente nelle prime due curve a destra, al tornante lungo, avevo un po’ più di fiducia e potevo spingere, ma nel resto del circuito non ero in grado di andare forte come i piloti dell’epoca.

Non avevano neanche cambi quickshift, quindi era necessario scegliere il tempo giusto della cambiata e rilasciare la frizione in maniera perfetta, per essere veloci. È qualcosa di veramente speciale.

Quando guidi una moto come questa, ti rendi conto che dai per scontato tutta la tecnologia che hai ora. La NSR500 – ma le 500 in generale – si guidano come una moto da cross: non hai controlli, è tutto nelle tue mani. È una sensazione strana ma allo stesso tempo fantastica. La moto è straordinaria, veloce, comoda. Ma non riesco ad immaginarmi alla partenza di un GP del 1989!”

Le 500 2 tempi hanno rappresentato l’apice delle corse motociclistiche fino all’avvento della MotoGP nel 2002, che ha segnato l’ingresso dei motori 1000cc 4 tempi nella Classe Regina. I continui studi e aggiornamenti su motore, telaio, pneumatici ed elettronica sono stati talmente costanti e veloci che nella Moto2, middle class del circus MotoGP in cui tutte le moto erano equipaggiate con il motore stradale della Honda CBR600RR, i tempi sul giro erano più bassi delle vecchie 500 già nel 2010.

Nel complesso, Crutchlow ha avuto il suo bel da fare all’Honda Racing Thanks Day. Prima di guidare la NSR500, ha partecipato – e vinto – la gara di kart in cui si sfidavano team composti da un pilota “due ruote” e uno “quattro ruote”. Il trentaquattrenne di Coventry ha trionfato insieme al suo compagno di squadra Hidek Mutoh, pilota del campionato Super GT, davanti alla coppia Nakajima – Takahashi, rispettivamente compagno di squadra di Mutoh e pilota dell’All-Japan Superbike Championship, e al duo composto da Daniil Kvyat, pilota F1 della Scuderia Toro Rosso e Tomoyuki Ogawa, pilota trial HRC.

Più tardi ha preso parte all’avvincente gara con le Honda Grom (MSX 125 in Europa) svoltasi sul layout corto di Motegi, terminando terzo alle spalle del pilota del Team Asia Moto3 Ai Ogura e al pilota del team TSR Honda France EWC Mike Di Meglio.

“Questo è l’Honda Racing Thanks Day e siamo qui per questo: per ringraziare tutti i fan Honda del mondo che ci supportano in MotoGP” ha affermato Crutchlow, aggiungendo: “è davvero un privilegio essere qui. È fantastico vedere i fan e tutti i ragazzi che lavorano dietro le quinte in Honda e in HRC. Come pilota mi sento di dir loro grazie, perché rendono tutto questo possibile.”

 

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